MORALE E CONDOTTA
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Hayya bina

trADOTTO DA SIDI ’ABD AL HAQQ

D 27 gennaio 2015     H 22:09     A Madani    


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هيا بنا الى رياض الصالحين
الطريقة المدنية

Questo poema cantato - tratto dal diwan dello Shaykh Muhammad Al Madani - è un’esortazione (هيّا بنا) a seguire la Via che conduce al Successo Immenso (الفوز العظيم) ed egli ne definisce le grandi tappe simboleggiate da giardini.
La descrizione di questo avanzamento è conforme all’insegnamento iniziatico tradizionale della Realizzazione totale dell’essere che comprende: l’arco di salita al Principio, l’estinzione in un’unione luminosa seguita da una permanenza di vita d’Amore Eterno [1] . Questo percorso, per certi esseri, è talvolta comprensivo di una missione attiva di rivivificazione presso le creature, il modello profetico viene, allora, assunto pubblicamente; ma, per il suo solo stato, l’essere realizzato detiene anche un’azione «passiva» e non esteriore di rivivificazione.
Il lettore riconoscerà senza pena i ruoli rispettivi dei Santi di Allah e del loro «capo» Sayyidna Muhammad che appare, al tempo stesso, come la porta dell’esperienza unitiva e lo scopo ultimo ed anche come l’essenza divina medesima che invia eternamente Se stessa a Se stessa per contemplarsi e «godere» della bellezza della Sua visione: da tale «invio» ne consegue dunque questo Amore Eterno riflessivo il quale lega Dio ed il Suo Inviato e che Sidna Shaykh Madani, tutti i santi ed i Profeti c’invitano a gustare prendendo il Molto Amato, l’iman degli Inviati, per scopo Ultimo, (المَرْغوب) che Allâh lo mantenga in questo stato di Unione e lo gratifichi della grande Pace, Amin.
All’inizio della sua ricerca e sotto la direzione di Maestri spirituali autentici (gli “uomini «, “le genti del ricordo»), il faqir deve entrare nel “giardino dei virtuosi «. Per il loro amore (l’amore del Maestro per il discepolo al quale deve corrispondere l’amore del discepolo per il suo Maestro) - fondamento essenziale della Via - i peregrinanti possono sperare il perdono dei loro errori legati agli attaccamenti passionali e concludere così la fase purgativa.
Al termine di questo stadio, il compimento perfetto [2] degli obblighi della Legge rivelata - principio stesso dell’avvicinamento - permette di accedere al “giardino dei pervenuti», il giardino ove risiedono coloro che sono estinti a loro stessi, uniti al Principio. Questa cancellazione dell’essere creato è simboleggiata proprio dal fatto di attenersi unicamente alle sole prescrizioni obbligatorie che emanano dal benefico desiderio di Allah senza aggiungere alcunché che possa provenire da “altri che Lui “.
Ma il termine è oltre! Lo Shaykh ci invita ad orientarci verso “l’Eletto”, e, passando dal “giardino illuminato” del suo «volto» creato, ottenere, per il suo amore, il rapimento dell’intelletto (increato) verso la Stazione simboleggiata dal “Giardino degli Innamorati”. Si noterà, al passaggio, l’impiego della prima persona del singolare poiché, al di là delle apparenze, essendo l’amore una relazione, questo stato è non duale e si situa al di là di ogni manifestazione [3] ed è il solo realmente stabile, definitivo, Eterno. Lo Shaykh lo nomina con l’espressione: “rimanere prigioniero”.
Ma, conoscendolo sicuro e veritiero, senza lasciare questa stazione, torna verso la molteplicità (illustrata qui dall’utilizzazione di nuovo del plurale); la visione del Vero (al Haqq) non gli vela più la creazione, parimenti la creazione non è più per lui un velo che impedisce di contemplare il Vero. Ciò corrisponde alle due difficoltà per le quali Allah ha donato al Suo Amato la facilità.

إِنَّ مَعَ الْعُسْرِ يُسْرًا
Accanto alla difficoltà è, certo, una facilità!
إِنَّ مَعَ الْعُسْرِ يُسْرًا
Accanto alla difficoltà è, certo, una facilità!

Lo spirito di tutti i Santi «assorbiti» dal Ruh Muhammadi, va’ a «ridiscendere» sotto la forma estrema della ricerca (المَرْغوب): la “ Presenza Santa Evidente «, per vivificare con il ricordo e la continuazione delle pratiche dell’Inviato i cuori degli esseri ancora velati.
L’amore dei Perfetti e del Migliore dei “Profeti Legiferanti” che Allah ha inviato “come misericordia per i Mondi”, permette allora di indirizzare ad Allah un «imperativo» di Perdono (إغْفِر لَنا بِحُبِّــهِم) che riguarda il nostro “errore esistenziale” secondo l’espressione di Rabi’a: (وجودك ذنب لا يقاس به ذنب . ربيعة العدوية المواد الغيثيت)

Si noti anche che il dhikr appare al principio ed al termine della Via e se dispare nel “Giardino dei Pervenuti«, rappresenta comunque l’asse di tutto il processo iniziatico, prova e rivelatore di questo Amore Eterno. A conferma di ciò i due seguenti versetti della surat el jumu’a nella quale, “all’interno” e»all’esterno” della Salat della Riunione (Rappresentante la stazione nella ”Presenza Santa Evidente»), i credenti sono invitati al dhikr di Allah, Gloria a Lui.
[Sourate Al-Jumua: 9] (ا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا إِذَا نُودِيَ لِلصَّلَاةِ مِنْ يَوْمِ الْجُمُعَةِ فَاسْعَوْا إِلَىٰ ذِكْرِ اللَّهِ وَذَرُوا الْبَيْعَ ۚ ذَٰلِكُمْ خَيْرٌ لَكُمْ إِنْ كُنْتُمْ تَعْلَمُونَ) O credenti, quando viene fatto l’annuncio per l’orazione del Venerdì , accorrete al ricordo di Allah e lasciate ogni traffico. Ciò è meglio per voi, se lo sapeste.
[Sourate Al-Jumua: 10] (فَإِذَا قُضِيَتِ الصَّلَاةُ فَانْتَشِرُوا فِي الْأَرْضِ وَابْتَغُوا مِنْ فَضْلِ اللَّهِ وَاذْكُرُوا اللَّهَ كَثِيرًا لَعَلَّكُمْ تُفْلِحُونَ) Quando poi l’orazione è conclusa, spargetevi sulla terra in cerca della grazia di Allah , e molto ricordate Allah, affinché possiate avere successo.
Che Allah ci faccia approfittare dell’insegnamento e della sollecitudine del nostro maestro, erede del suo maestro, del maestro del suo maestro … , depositari della saggezza dell’islam ed eredi del Profeta Benedetto. Colui che si siede in loro compagnia, non è disapprovato, è una parola del migliore degli Inviati. Che Egli perdoni i nostri errori e le vane pretese affinché il nostro nome sia con quello dei li Ravvicinati, Amin.
Che Allah riversi eternamente le Sue Grazie unificatrici e pacificatrici sul nostro Signore Muhammad.
(

هيّا بنا هيّا بنا * الى رياض الصّالحيـــــــــــــن
هيّا بنا هيّا بنا * نُسقى من خمر العارفيـــــــــن
هيّا بنا الى الرجالْ * هُم اهلُ الله الذاكريـــــــــــــــن
سادتُنا اهلُ الكمالْ * رجالُ الله المتّــقيـــــــــــــــــن
فلا يُشقى جليسُهُمْ * حديثُ خيرِ المرسليــــــــــــــن
و لا يُضام أنيسهُمْ * إنهُم الحِصنُ الحصيـــــــــــــن
باهى بهم إلاهُنا * عِبادَهُ المقرَّبيــــــــــــــــــــــــن
بحُبِّهم يَغفِر لنا * و الحُبُّ أساسً متيـــــــــــــــن
هيّا بنا للواجبات * قَواعِد الشَّرع المُبيــــــــــــــــن
فهي أصلُ القُربان * و هي رياضُ الواصليـــــــــــن
هيّا بنا للمُصْطَفَى * خَيرِ الأنامِ أجمعيـــــــــــــــــــن
بحرِ المَكارِم و الوَفاء * شَفيعِنا في يومِ الدّيــــــــــــــــن
نزُور رَوْضَةُ المُنيرُ * نُمَرِّغُ فيهِ الخَدَّيْـــــــــــــــــــــن
نسعى إليهِ في المسير * نسعى على رأسِ و العَيْــــــــن
بحبِّه عقلي يطير * إلى رِياضِ العاشقيـــــــــــــــن
هُنالِكَ نبقـى أسير * إلى إمام المُرسَلِيـــــــــــــــــــن
صلَّى عليهِ رَبُّنا * و صَحْبِهِ و التَّابِعيـــــــــــــــــن
و آلهِ و أهْلِ الثناء * و أهْلِ البَيْتِ الطَّاهِريــــــــــــن
هيّا بنا نُحْيي القٌلوب * بِذِكْرِ رَبِّ العالَميـــــــــــــــــــن
حَتّى نَصِل إلى المَرْغوب * قي حَضْرَةِ القُدْسِ المُبيــــــــــن
هيّا بنا نُحْيي السُنَن * فَنُمْسي في المُقَرَّبيــــــــــــــــــن
أهْلِ المَعالي و المِنَنْ * أهْلِ المَعاني الكامِليــــــــــــــــن
يا رَبَّنـا بِجاهِهِم * و الأنبياء و المُرْسَليـــــــــــــــن
إغْفِر لَنا بِحُبِّــهِم * و حُـــبِّ خَيْرِ المُرْسَليــــــــــــن

)

Andiamo, mettiamoci in cammino, Andiamo, mettiamoci in cammino, verso i giardini dei virtuosi
Andiamo, mettiamoci in cammino, Andiamo, mettiamoci in cammino, saremo abbeverati del vino [4] dei conoscitori [5] .
Andiamo, mettiamoci in cammino, verso gli uomini, Essi sono le persone di Allah, gli invocatori.
Nostri signori, persone della perfezione, uomini di Allah, i pii [6] .
Colui che si siede in loro compagnia, non è disapprovato, è una parola del migliore degli Inviati.
Il loro intimo non conosce il danno (il peccato), perché sono la cittadella inespugnabile.
Per essi, il nostro Dio appare in gloria, (essi sono) i Suoi servitori ravvicinati.
Per il loro amore, Egli ci perdona, e l’amore è un fondamento solido.
Andiamo, mettiamoci in cammino verso le prescrizioni obbligatorie (della Legge), basi della Legge sacra splendente [7] .
Sono sorgente dell’offerta sacrificale [8] , sono i giardini dei Pervenuti.
Andiamo, mettiamoci in cammino, verso l’Eletto, il migliore di tutte le creature.
Oceano di nobiltà e di integrità, nostro intercessore il giorno ultimo.
Visiteremo il giardino illuminato in cui ungeremo le nostre due guance.
Correremo verso di Lui sul sentiero, correremo sulla testa e gli occhi [9] .
Il mio intelletto si invola per il suo Amore, verso i giardini degli innamorati.
E là restiamo [10] prigioniero, vicino all’iman degli Inviati.
Che il nostro Signore preghi su di Lui, i suoi compagni e coloro che seguono.
Sulla sua parentela e le genti della lode, le genti della casa, i puri.
Andiamo, mettiamoci in cammino, vivifichiamo i cuori, per la menzione del Signore di Mondi.
Fino all’unione col Desiderato, nella Presenza Santa Splendente.
Andiamo, mettiamoci in cammino, vivifichiamo i costumi Profetici, il nostro nome sarà con quelli dei Ravvicinati.
Le genti delle Altezze e delle Grazie, le genti d’Intelletto, i perfetti.
Oh Nostro Signore, per il loro Rango elevato, (quello) dei Profeti e degli Inviati.
Perdonaci per il loro amore e l’amore del Migliore degli Inviati.


[1Purgazione, illuminazione, perfezione.

[2Perfetto prende qui il suo senso integrale. È evidente che allo stadio precedente il compimento della Legge non è soggetto ad alcuna deroga, ma l’essere non è ancora la Legge.

[3l’Inviato è il nostro intercessore nel giorno Ultimo, espressione spesso considerata nella prospettiva del fluire temporale legato agli eventi escatologici. La si può tuttavia vedere anche in una prospettiva più “metafisica" di eterno presente, la Stazione ultima (“Ipseità” divina - Mistero del Mistero) di cui egli detiene la chiave.

[4le seguenti note sono tratte principalmente dal libro di JL Michon Il soufi Marocchino Ibn Ajiba
Per «vino» i sufi designano, da un lato, l’essenza suprema (al-dhât al - ’aliyya) prima dell’irradiazione teofanica e, d’altro canto, i segreti inerenti alle cose dopo l’irradiazione.

[5La “gnosi", è una visione (shuhud) perpetua con un cuore puro che non vede e non si volge verso altro che il suo Signore; ella si accompagna ad una perfetta rettitudine (atteggiamento interiore) ed al rispetto delle prescrizioni della legge religiosa (atteggiamento esteriore)

[6la «pietà» consiste nel conformarsi agli ordini (divini) evitare ciò che dispiace a Dio, in atti e in pensieri, attaccarsi all’ubbidienza e astenersi dalle trasgressioni. La pietà ha differenti gradi e va dal semplice fatto di evitare i peccati allo svuotarsi dei propri difetti (’uyüb) e, in fine, dall’astrarsi (ghayba ’an) da tutto ciò che non è Dio.

[7l’insegnamento del Tassawwuf dice che la Legge è l’essenza della Verità, (al-shari’a ’ayn al-haqïqa) e che la Verità è l’essenza della legge (al Haqiqa ’ayn al-shari’a).
Shaykh Munawwar Al Madanni dice: (الطَّريقُ ذَوْقٌ مَحَلُّهُ البَاطِنُ، وأمَّا الظَّاهِرُ فَالشَّريعَة، ومحلّها الجَوارحُ)
. La Via è un gusto di cui la sede è l’interiore, quanto al suo esteriore, questo è la Legge di cui le membra del corpo ne sono la sede.
La via (Tariqa) che è la linea d’unione tra il centro essenziale e le periferie formali, non può in alcun modo abolire la legge religiosa; Al contrario, prende appoggio su di essa e la prolunga dandogli la sua dimensione profonda. Finché vive in questo mondo «il servitore resta il servitore» e quand’anche avesse “realizzato«(muhaqqiq) qualche cosa del Signore, egli resta sottomesso alle norme per le quali, nella sua Saggezza, Dio ha voluto reggere i contenenti per renderli permeabili alla sua Luce. Lo shari’a è come un involucro che assicura la coesione e l’integrità del ricettacolo umano e lo prepara ad accogliere lo zampillio dei lampi della Realtà. Indurito dal formalismo, questo involucro, può fare ostacolo all’arrivo dell’Amico divino, (Esso è allora “come un corpo senza spirito»); abbandonato da colui che l’irruzione della Luce possente ha ubriacato totalmente e ha obnubilato, non protegge più il sostrato umano che è destinato alla disintegrazione e deve sparire dall’esistenza («lo si metterà a morte»). Il sufi che desidera la realizzazione perfetta - che non è solamente annichilimento (fana’) dell’individuo umano e delle forme sensibili, ma sussistenza (baqa’) di ogni cosa in Dio, visione simultanea della Possanza e della Saggezza - deve mostrarsi tanto attento a rispettare i doveri che conseguono dalla sua qualità di essere creato (khalq) quanto a ricercare le grazie dell’intimità e dell’unione all’Essere divino (al-Haqq). JL Michon Il soufi Marocchino Ibn Ajiba

[8Si tratta del Sacrificio dell’anima, dell’ego che permette di accedere all’estinzione.

[9Occhio ed Essenza. Tutto l’essere deve essere coinvolto in questa corsa.

[10La «sussistenza» (baqa’) consiste nel ritornare verso le creature dopo essersene assentato, di vedere il sensibile (al-hiss) percependo simultaneamente l’intelligibile (al-ma’na), si vede allora il sensibile come sussistente per mezzo di Dio e come una delle luci nella quale Dio appare.