MORALE E CONDOTTA
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Misericordia

tradotto da Sidi ’Abd al Haqq

D 20 giugno 2013     H 22:52     A Madani    


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 51. Misericordia.

Siate clementi con le persone provate. Non li prendete come argomento di presa in giro. Non li guardate con occhio di disprezzo, perché la conclusione [della loro vita] è sconosciuta, questo è ciò che importa.
Essere clementi con queste persone non è in contraddizione con l’applicazione delle pene legali; al contrario, queste sono misericordia per loro.
Clemenza è anche cercare giustificazioni perché questo peccato, forse, sarà l’ultimo e provocherà il loro pentimento.

“È Lui che accetta il pentimento dei Suoi servitori.
Egli cancella le cattive azioni [1]
“ Dio ama coloro che tornano senza posa verso di Lui;
ama coloro che si purificano [2] ”.

  52. Pretese.

Attenti alle pretese, perché offuscano lo splendore del discepolo e lo gettano negli abissi della vanità. Nell’incedere non si dica: “questi son io, questi son io «, perché, [dire] ciò, è malattia fatale.
“Ma Dio è il migliore Custode,
Egli è il più Misericordioso dei misericordiosi
fra coloro che fanno misericordia [3]».

  53. Equità.

Qualunque sia il suo titolo, colui che percorre la via sufi, non si attribuisce alcun diritto su i suoi fratelli. Come i denti del pettine, tutti sono uguali.
Al contrario, egli deve servire i suoi fratelli con devozione senza occuparsi di come assolvono i loro obblighi verso di lui.
Considera questa parola di Allah, che sia esaltato, diretta al Suo Messaggero:
“Abbassa la tua ala verso quei credenti che ti seguono [4] «.

  54. Invocazione.

Le virtù dell’invocazione sono innumerevoli ed i suoi benefici sul cuore sono illimitati.
L’invocazione è «politura» del cuore, che fa sparire tutte le sue sozzure ed impurità.

  55. Invocato.

Chiunque invochi Allah frequentemente, l’Invocato si rivela a lui e lo trae dalle tenebre alla luce.
Egli diventa, allora, invocato, dopo essere stato invocatore.
“Invocatemi, vi invocherò [5]».

 56. Costume.

Più si esercita un’attività, più ci si abitua e ci si rafforza tanto nel bene che nel male.

  57. Indurimento.

L’abuso delle parole [stesse], anche se legittime, conduce all’indurimento del cuore. Quando il cuore si indurisce solidifica e diventa “uguale a una roccia o più duro ancora [6] ”, l’esortazione non ha più effetto su di lui.

  58. Guerra.

Se ci si allontana da Allah, si cade, senza alcun dubbio, nello smarrimento, poi in altre derive più gravi ancora, per giungere (infine) a dichiarare guerra alla Legge di Allah. Che Allah ce ne preservi.

  59. Attaccamento.

Chiunque si attacca ad una cosa, Allah lo mette in balia di quella cosa.
60. Scopo della creazione.
Chiunque annega nelle valli dello sproloquio e lambisce i fiumi della maldicenza si trova in continuo stato di erranza senza aver coscienza della sua lontananza dall’Infinitamente Grande, l’Altissimo.
Ha maggior valore per l’uomo che si attacchi al suo Signore e rinunci a tutto ciò che è altro da Lui, perché egli non è stato creato che per Allah.
“Non ho creato i Jinn e gli uomini se non perché mi adorassero [7] ".


[1il Corano, XLII, (ash - Shura) v. 25; D. Masson, Il Corano, II, p. 600.

[2il Corano, II, (al Baqara) v. 222; D. Masson, Il Corano, I, p. 42.

[3il Corano, XII, (Yusuf) v. 64; D. Masson, Il Corano I, p. 291.

[4il Corano, XXVI, v. 64; D. Masson, Il Corano II, p. 462.

[5il Corano, II, (al Baqara) v. 152; D. Masson, Il Corano, I, p. 29.

[6Estratto del versetto 74 della Sura al Baqara.

[7il Corano, LI, (Adh- Dariyat) v. 56; D. Masson, Il Corano, II, p.650.