Tra i riti della Via Madaniyya: La Siyaha (visite reciproche)

Traduzione di Sidi Abu Bakr

martedì11 febbraio 2020, di Madani


Tra i riti della Via Madaniyya: La Siyaha (visite reciproche)
Shaykh Mohammed Al Mounawwar Al Madani
Discorso Al Mawled Al Nabawi 2017

الشيخ محمد المنور المدني

Siyaha
Tra le regole costanti della Via Madani ed i suoi principi fondamentali, figurano le visite reciproche (SIYAHA) che facciamo nella speranza di ottenere la misericordia di Allah e la Sua soddisfazione.

I grandi intenditori, i dotti realizzati l’hanno chiaramente stabilito. Si riferiscono al versetto coranico: «Sono quelli che si pentono, che adorano, che si affidano, che vagano per la terra (o chi sta digiunando), chi si inchina, chi si prosterna, chi comanda il giusto e proibisce il biasimevole e chi osserva le leggi di Allah... e fa un buon annuncio ai credenti» (At-Tawba: 112).

Nel suo Tafsir, l’Imam Al-Qurtubi conferma: «Si tratta di coloro che digiunano, che emigrano o che viaggiano in cerca di scienza; o, dunque, di coloro che, per il tramite dello Spirito, percorrono gli spazi del Regno Divino».

L’Imam An-Naqqach scrive: «Coloro che si rendono reciprocamente visita, o coloro che, per il tramite dello Spirito, percorrono gli spazi della Maestà di Allah ed il Suo Regno».

D’altra parte, i Sufi attingevano la legittimità della Siyaha (visita reciproca) con un hadit qudsi che il Profeta (salla’ Allah’ alayhi wa sallam) riporta del Suo Signore: «Certamente concedo il Mio amore a coloro che Mi amano, a coloro che spendono, l’uno per l’altro in Me e a quelli che si rendono visite reciproche in Me».
Il Profeta (salla’ Allah’ alayhi wa sallam), si è recato nella città di Ta’if per trasmettere l’Islam. Emigrò a Medina e mandò il Compagno Mou’ad Ibn Jabal per insegnare (il Corano) in Yemen.

I Maestri realizzati ed eruditi riportano che la Siyaha è il fatto di attraversare la terra per attingere da essa insegnamenti spirituali e cercare la verità. Il significato dello spostamento è nella disciplina, è il fatto di lasciare la propria casa per purificare il cuore per l’adorazione, l’invocazione e la meditazione. Il grande intenditore Dhou N-Noun Al-Misri era tra i Maestri che ha viaggiato più contrade. Fu lui ad incontrare il maggior numero di asceti, di pii e di discepoli radicati nelle Zaouias. Percorse praterie, cimiteri e montagne da Kairoun a ovest a Medina a est. Ibn’ Arabi disse a questo proposito: «Non ho visto nella comutià Sufi un uomo che ha tanto percorso la terra e ha tanto incontrato la gente di Allah come Dhou N-Noun Al-Misri».
I Sufi considerano la Siyaha come un mezzo efficace per purificare l’anima ed abbeverarsi del «Liquore». «E’ un beneficio allo stesso tempo sia per il visitatore che per il visitato» e riempie i cuori di luce.

Per questo motivo, Sidi Shaykh Mouhammad Al Madani l’ha praticata per tutta la vita. Ha dedicato i suoi giorni e le sue notti a rispettare e a far vivere questa nobile pratica. Ha visitato i fouqaras nelle campagne e nelle città per portare i migliori «sapori» e gli stati luminosi, ed inoltre, educare i cuori e purificare le anime.

ZAWIYA MADANIYYA, 26 gennaio 2020




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